Il potere del feto
Pubblicato da rosarcobaleno su 14 Febbraio, 2008

Fa paura il clima di questi giorni. Paura, per l’appunto.
Il sentimento cui cercano di assuefarci, il bastone con cui cercano di controllarci. E’ difficile saper controllare le menti e i corpi, hanno trovato lo strumento adatto per il nostro giogo: la paura.
Per rivendicare l’autodeterminazione occorre svincolarsi da questa logica. Non ho paura, non mi sento in colpa, un embrione non deciderà per me, sarò io a farlo per lui, perchè lui cresce dentro di me, lo alimento io, senza di me lui non esiste, semplicemente.
Il concetto di vita prescinde dal calcolo delle settimane. Vita è altro e altrove.
E’ una scusa ipocrita, quella della difesa del concetto di vita, di per sè, come fosse una battaglia di principio..suvvìa…
Da più parti arrivano strenui (e grassi) difensori delle piccole vite spezzate prima della nascita, ma la verità è ben diversa. Il controllo sulla vita delle donne alimenta le secolari dinamiche di potere uomo-donna. Avere un figlio è il modo più “naturale” di tenere a bada una donna, non farla crescere, vincere..
Avere un figlio fa “famiglia”, fondamento d’ogni sana società, ci dicono..
Avere un figlio accresce la massa di cattolici intrinsecamente tali già alla seconda settimana di concepimento.
Avere un figlio aumenta il bacino di consumatori e di produttori.
Produrre e consumare, e stare zitti, shshshshs.
(Evita)











carlomelina detto
“Avere un figlio aumenta il bacino di consumatori e di produttori.”
perdonami, ma dink e single fan più comodo a piccole e grandi società: spendono di più per beni superflui, sono più sensibili alla pubblicità, risparmiano nulla.
ossequi,
c.
rosarcobaleno detto
Hai ragione, single e omosessuali sono rinomati per non aver grande senso del risparmio, ma non credo che l’economia giri soltanto attorno ai “beni superflui”. I consumi di una famiglia tradizionale sono notevoli e a volte i numeri contano sul serio..anch i bambini e gli adolescenti sono un target importante per il consumo e la pubblicità, in quanto meno consapevoli. Ma, forse, questo è un altro discorso..