VOGLIAMO ANCHE LE ROSE (arcobaleno)
Pubblicato da rosarcobaleno su 5 Marzo, 2008

Un documentario che racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista. Vengono riproposte le più importanti tappe di questo percorso filtrandole attraverso lo sguardo femminile di una regista poco più che quarantenne.
Dichiara la regista: “Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta per metterla in relazione, a partire dal ‘caso italiano’, con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l’intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o oppure addirittura platealmente rimessi in discussione“.
Ne è uscito un documentario che ha una sorta di doppia valenza: quella negativa è legata alle generazioni di chi quelle vicende le ha vissute e che si trova di fronte a un ‘ripasso’ ben realizzato ma poco coinvolgente anche sul piano della memoria.
Per chi invece è nata dopo e dà per scontate numerose acquisizioni che scontate non lo sono per nulla, il discorso è diverso. Vogliamo anche le rose in quest’ottica diviene un prezioso strumento per mostrare un’Italia che sembra perduta nel tempo e a tratti irreale come una fiaba grottesca ma che è stata drammaticamente reale.
(Fonte: mymovies.it)
Guarda il trailer!











rosarcobaleno detto
Che dire di questo film?
Un’emozione dietro l’altra.
Nonostante le molti giovani presenti in sala che non avevano vissuto proprio quegli anni descritti da Alina Marazzi, la partecipazione emozionale e sentimentale al film era piena e coerente. Si tratta di noi donne, di quello che viviamo sulla nostra pelle, negli anni sessanta come nel 2008, della strumentalizzazione, della repressione (fisica e psichica), ma soprattutto si tratta della forza della lotta per i diritti.
Quelli che oggi sembrano diritti basilari e intoccabili (aborto, divorzio, pari diritti/doveri nel matrimonio..) sono il frutto di coraggio, determinazione, di azzardo e convincimento.
Senza quelle donne, quelle degli anni 60-70, noi italiane saremmo ancora vittime del delitto d’onore, frustrate da matrimoni di facciata e inappaganti, “frigide” e con una mezza dozzina di aborti clandestini alle spalle.
Oggi si può e si deve portare alla ribalta quel convincimento, quella forza e soprattutto quella condivisione di storie, che attraverso il soggettivo, il personale, diventa politico, di tutti.
Evita
Alessandro detto
Il film esce in un momento in cui sembra davvero esserci il bisogno di parlare di questi temi e, quindi, credo che possa essere interessante per aiutare a riflettere, meglio ancora se a veicolare questo è la cinematografia.