Rosarcobaleno Emilia Romagna

Reinaldo Arenas, associazione LGBT

  • Chi siamo

    La Rosa Arcobaleno è un’associazione formata da ragazze/i lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e transgender che rivendicano il loro diritto a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e di genere, senza nessuna costrizione sociale e tantomeno legislativa.

    La nostra associazione è aperta a tutte le persone che desiderino partecipare, qualunque sia il loro orientamento sessuale. Tra l'altro, gli omosessuali e le lesbiche condividono da anni la lotta per la riforma del diritto di famiglia e per il riconoscimento dei diritti civili con tantissime coppie eterosessuali.

    Siamo un gruppo di persone che credono profondamente nelle idee del socialismo europeo, riunite con lo scopo principale di mobilitarsi affinché anche le istanze LGBT siano prese nella dovuta considerazione da chi può e deve affrontare nelle sedi appropriate, della politica, delle istituzioni, della cultura, tematiche sensibili come il riconoscimento del diritto ad esistere, senza “se” e senza “ma” e indipendentemente dall’orientamento sessuale.

MENO MALE..

Pubblicato da rosarcobaleno su 3 Aprile, 2008

..che la società civile s’infervora, agisce, si fa sentire..

l’antipolitica potrebbe essere soltanto una chimera, almeno a Bologna. Qui la gente partecipa e andrà a votare.

Giuliano Ferrara dovrebbe confrontarsi più spesso con la gente, per avere l’idea del suo anacronismo, delle baggianate che dice e che propaga. Ieri, a Bologna, si sono usati i manganelli contro ragazze di vent’anni.

Non credo ci sia molto altro da dire..

(Evita)

4 Risposte a “MENO MALE..”

  1. …e si, meno male che c’è un sano ritorno al clima del ventennio, con la “società civile” che decide chi può e chi non può parlare. Si potrebbe proporre che questa “società civile” iniziasse a vestirsi con una bella camicia nera, così si noterebbe subito che si tratta di persone un po’ più uguali degli altri.
    E tutto questo detto da uno che è lontanissimo dalle idee dell’elefantino…

  2. rosarcobaleno detto

    Invece..”meno male” che il diritto a parlare di cose che neanche lontanamente lo coinvolgono, se non nella sfera del filosofeggiare e della pippa eterea, ce l’ha lui.
    Ha il diritto di stare in tv senza contraddittorio, ha il diritto di contestare diritti ormai assodati, ha il diritto di creare un clima di “caccia alle streghe”, ha il diritto di fare il giornalista e propagandare castronerie, ma mi si permetta di dire che in poche occasioni la gente, le persone, le donne hanno il diritto e la possibilità di dire la loro, di dirla nel modo che è più coerente ai loro bisogni e al loro diritto di sopravvivenza. Il voto, si sa, è una forma blanda di scelta e contestazione. La presenza in piazza è un segnale prezioso, il cui diritto va tutelato fortemente. Nessun fascismo. (Evita)

  3. La presenza in piazza è sacrosanta, il voler imporre arbitrariamente la propria opinione decidendo chi ha il diritto di parlare e chi no è puramente fascista. Questo è un fatto. Per carità, niente da dire su quanto hai scritto a proposito di Ferrara (anche se uno potrebbe essere d’accordo o meno), ma i comportamenti visti ieri sono totalmente inaccettabili in un Paese democratico. Ma probabilmente noi non siamo in un Pese democratico…
    E poi, cosa c’è di più fascista che dire “il voto è una forma blanda di scelta e contestazione”? A questo punto aboliamo il voto, oppure facciamo come in tutte le dittature del mondo: andiamo a votare soltanto un parito unico, quello di chi riesce a picchiare più forte degli altri…

  4. rosarcobaleno detto

    No, sul voto non ci siamo capiti. Personalmente ci credo molto e ho profonda fiducia nelle istituzioni. Riconosco solo, purtroppo, che il sistema elettorale, la tendenza al bipartitismo centrista e le manipolazioni mediatiche rendono il preziosissimo diritto/dovere al voto quasi un esercizio blando. Ripeto, purtroppo.
    Caro Giacomo, in questo paese ci sono milioni di cose che lo rendono “non democratico”. Quello che mi esalta delle contestazioni di ieri è la forza, la voglia di incidere nella politica e nella vita pubblica della gente comune. Gli scontri, le risse, i manganelli e i pomodori sono inaccettabili e vili e io li aborro, ma volevo sottolineare nel mio breve post quanto sia oramai raro vedere la gente che ha voglia di dire la sua, nel modo meno manipolabile possibile. Non giustifico la violenza e la distruzione, ma per fortuna c’è qualcuno che s’incazza, anche solo scendendo in piazza, di fronte a chi contesta il diritto all’autodeterminazione. (Evita)

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