ANCHE IRLANDA E GRECIA APRONO ALLE CONVIVENZE CIVILI.
Pubblicato da rosarcobaleno su 23 Aprile, 2008
I conservatori in Europa più progressisti del PD.
Si allunga ogni giorno di più la lista dei paesi dove sono riconosciute la convivenze anche tra persone dello stesso sesso; all’eppello si aggiungeranno presto l’Irlanda e la Grecia, guidati rispettivamente dai governi conservatori di Bertie Ahern del Fianna Fàil e Kostas Karamanlis di Nea Dimokratia. Si tratta di iniziative che hanno storie diverse ma che mirano a colmare una lacuna nei rispettivi ordinamenti che porterebbe i 2 paesi a livello europeo per quanto concerne i diritti civili.
A marzo in Grecia, il governo ha aperto alle coppie conviventi eterosessuali con un progetto di legge elaborato dal ministero della Giustizia. Il governo greco non ha escluso che questo provvedimento riguarderà anche la coppie conviventi dello stesso sesso come chiese nel 2005 il Comitato Greco dei Diritti Umani, organo ufficiale del Primo Ministro, per porre fine alle discriminazioni delle persone omosessuali soprattutto in materia fiscale e patrimoniale. La chiesa greco-ortodossa ha reagito in ordine sparso, il primate della città di Salonicco, Anthimos ha dichiarato che tale apertura renderebbe gli uomini uguali agli animali; mentre il metropolita di Atene capo delle chiesa di tutta la Grecia Girolamo prende le distanze dicendo che la chiesa dovrebbe aprire la mente ed essere meno moralista.
E’ dei primi giorni di Aprile la notizia che il Governo conservatore irlandese ha intenzione di presentare un
disegno di legge che regoli le convivenze tra persone dello stesso sesso, questa proposta governativa parte da lontano, sono numerosi gli studi di commissioni governative in materia sin dal 2000. Nel 2004 tutti o partiti hanno inserito nel loro programma il riconoscimetto delle coppie di fatto etero e non; tocca ora alla maggioranza attuale fare questo passo. Pare che il ddl includerà tutti i diritti fondamentali di una convivenza civile,su beni materiali, welfare, eredità, mantenimento, pensioni, tasse; così come i doveri, vedi un arduo divorzio, accessibile solo se i due partner hanno vissuto separati quattro degli ultimi cinque anni. Tutto ciò accade con un’opinione pubblica irlandese favorevole così come si evince da alcuni sondaggi della televisone pubblica irlandese e dal principale quotidiano “The Irish Times”.










